.:: calcio
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Dal libro GOAL E AUTOGOAL Riflessioni sul calcio di Daniela Asaro |
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Dedica a Giacinto Facchetti
Questo libro è dedicato a
Giacinto Facchetti.
Per tutti gli 'addetti ai lavori',
che mi hanno offerto
una preziosa collaborazione,
vuole essere un punto
di riferimento fondamentale
nel disorientamento generale.
Grazie a Giacinto
per le notevoli qualità
sportive ed umane.
Grande talento calcistico,
grande atleta, ma soprattutto
un uomo autentico.
Sarà sempre nei cuori di chi crede
ancora nella forza straordinaria
dello spirito sportivo! |
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Alcune pagine tratte dal libro











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Prefazione
"Inconsciamente credo di aver precorso con il pensiero tempi come quelli
attuali, in cui la melassa dell'informazione specie televisiva e la confusione
dei principi e l'irrisione delle regole tendono a ridurre questo "far
sapere che sappiamo" come all'ultima triste espressione di libertà (ci
stanno fregando, ma almeno ne siamo al corrente)" Gian Paolo Ormezzano *.Quand'ero
una ragazzina ed iniziavo a praticare lo sport agonistico, leggevo gli articoli
di Gian Paolo Ormezzano e cominciavo a riflettere, ora posso affermare che egli
ha contribuito a formare il mio spirito sportivo.
L'ho contattato recentemente e ho constatato che il degrado
generale non l'ha cambiato, è rimasto un uomo vero, uno sportivo, cosa rara di
questi tempi, Ormezzano è soprattutto un giornalista che non viene
dall'irrealtà... una persona che continua a stare tra la gente, non si è
isolato, come molti, nelle torri d'avorio dello sport divistico, ed ha un'altra
importantissima qualità: la sapienza del cuore.
Daniela Asaro
* Da Gian Paolo Ormezzano, I miti dello sport
visti dallo spogliatoio, Boroli Editore, Milano 2004.
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Qualche riflessione
Uno dei gravissimi problemi che affliggono la società attuale, tutti gli
ambiti, e quindi anche quello sportivo, è la certezza unita
all'esaltazione del sé, della propria onnipotenza da parte di molte
persone. Non mi stancherò mai di ripetere che è ancor più terribile
quando l'ambito sportivo viene "corroso" da tali "certezze", perchè il
suo compito principale è di essere un punto di riferimento educativo
per tanti giovani.
Dopo le ovazioni negli stadi per una partita vinta ci si può sentire dei re
assoluti, tutto è chiaro, tutto è sicuro: l'amicizia del tale personaggio
che conta, i sorrisi di tante "fatine famose".... L'uomo, quindi, ha tutto
sotto controllo, anche chi non è cullato dal successo, ma
"semplicemente" dal benessere. Ovviamente, di solito, è distante mille
miglia, dalle menti di questi "re", la consapevolezza che non tanto
lontano da loro, al mercato di Kabul, ad esempio, c'è un vecchio che
sta vendendo un tozzo di pane per racimolare qualche soldo....
Ubriacati dagli applausi, dal piacere e dai tanti vantaggi non ci si può
accorgere di lui. Gli "idoli" non possono tener conto delle tragedie
dell'umanità e tantomeno della violenza che si scatena negli stadi.
Quante parole, quanti decreti inutili, quanta gente vanitosa "si parla
addosso" alla televisione ovviamente, per avere la tanto adorata
visibilità, e tutti sono pronti a dare tante soluzioni....
Io credo che i tifosi si sentano usati e siano frustrati, soprattutto i
giovani, tramite le partite di calcio, attuali gli si offre il nulla o, peggio,
moltissimi cattivi esempi, la violenza è una grave manifestazione di un
disagio esistenziale. Ci sono anche i tifosi con i "paraocchi" che
difendono le società più corrotte nonchè i personaggi più ambigui, di
solito non creano problemi negli stadi, perchè i problemi ce li hanno
dentro, e forse non se ne libereranno mai, credono ciecamente in tutto
quello che è distorto dai media!
Varie persone potrebbero fare molto per questa società ammalata, ma
vivendo immersi nelle certezze e nei vantaggi materiali, sono come
automi, senza sensazioni credibili.
Certezze... certezze... certezze... chi più di Albert Einstein ha
analizzato il "mistero" per ottenere delle certezze... sua la stupenda
riflessione: "Quella del mistero è la più straordinaria esperienza che ci
sia data da vivere, è l'emozione fondamentale situata al centro della
vera arte e della vera scienza".
Noi osiamo aggiungere: della vera vita, vissuta dagli uomini autentici.
Einstein continua la sua riflessione e come non si può venir indotti a
meditare, leggendo le sue parole: "...DA QUESTO PUNTO DI VISTA CHI
SA E NON PROVA MERAVIGLIA, CHI NON SI STUPISCE PIU' DI NULLA E'
SIMILE A UN MORTO, A UNA CANDELA CHE NON FA PIU' LUCE".
Essere candele che fanno luce...
Credo che se qualche "addetto ai lavori" sarà attratto dai seguenti
versi di W. Blake, se li leggerà e li rileggerà, allora forse potrà essere
una candela che fa luce.
"Vedere un mondo in un grano di sabbia
e un universo in un fiore di campo,
possedere l'infinito sul palmo della mano
e l'eternità in un'ora".
William Blake (1757-1827)
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Ringraziamenti
Vi ringrazio per l'attenzione, spero che non abbiate lanciato questo
libro a terra o nel cestino della spazzatura. Se io non apprezzassi il
calcio in quanto sport e non stimassi, in quanto essere umani, anche i
peggiori dirigenti, non avrei forse composto queste pagine, per le cose
o le persone che non amiamo troppo si prova solo indifferenza.
Spero si comprenda che sia io sia i calciatori, che con me hanno
collaborato, e che ringrazio tantissimo, abbiamo mosso delle critiche
costruttive e non distruttive. Abbiamo preferito che i calciatori
mantenessero l'anonimato, che del resto loro stessi avevano chiesto,
per non ritrovarsi in situazioni sgradite, visti i tempi. Sono certa che
quando i calciatori metteranno la loro firma, magari in un prossimo libro,
allora significherà che il calcio è ritornato ad essere uno sport vero.
Ringrazio quindi in particolar modo il grande giornalista Gian Paolo
Ormezzano. Quand'ero una ragazzina ho praticato vari sport, anche il
calcio, e leggevo i suoi articoli, è stato questo uomo autentico e leale
a formare il mio spirito sportivo assieme a mio padre, che già molti anni
fa diceva che lo sport era diventato una buffonata, io allora non lo
comprendevo, ora sì... grazie carissimo e indimenticabile papà, sei
sempre accanto a me.
Ringrazio un'altra meravigliosa persona, io la definisco un'anima bella
che splende, è il mio faro: Ayrton Senna. Sento anche lui sempre vicino a me. Quando devo fronteggiare
l'arroganza dei "peggiori dirigenti" di certe società calcistiche io non
sono sola, due meravigliosi angeli mi accompagnano sempre. Forse i rudi uomini del calcio rideranno leggendo queste
parole... e io li invito a non aver paura di essere se stessi, di esprimere
le proprie emozioni, non indossate sempre la maschera del vincente!Io,
che già stimavo il pilota Mika Hakkinen, l'ho apprezzato ancora di più
quando, cercando di nascondersi dietro una siepe a Monza, ha pianto,
accortosi che veniva ripreso impietosamente dalle telecamere, non ha
interrotto il suo pianto... ecco la grande forza di essere se stessi! |
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Opinione di Giuseppe PAPADOPULO, attuale allenatore del LECCE, su Ayrton SENNA:
"Ayrton SENNA non era solo un poeta, era anche un filosofo." |
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Opinione di Silvio BALDINI, attuale allenatore del CATANIA, su Ayrton SENNA:
"Ho ammirato molto Ayrton Senna, era grande come pilota e come uomo. Propongo la sua tenacia e la sua volontà anche ai calciatori che alleno. Ho una videocassetta su Ayrton, che faccio vedere ai ragazzi, riguarda una gara estenuante. Ayrton ha una spalla rotta, si sente che si lamenta, si vede che soffre terribilmente, eppure riesce a portare a termine alla grande la corsa." |
PER TUTTI GLI ALLENATORI
PER TUTTI GLI SPORTIVI AUTENTICI
PER TUTTI COLORO CHE AMANO
IL CALCIO VERO www.alleniamo.com.
Grazie a Fabrizio Murgia e ai suoi collaboratori.
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